Una goccia per la vita | Presentata la PDL per istituire il “Donatore di sangue Volontario Militare”

Una goccia per la vita | Presentata la PDL per istituire il “Donatore di sangue Volontario Militare”

Marzo 24, 2026 Off Di LorenzoCesa

Nella Sala della Lupa della Camera dei Deputati abbiamo dato voce a un’urgenza che non può più attendere. Il Sistema Sangue italiano vive un paradosso: se da un lato la generosità quotidiana garantisce 5 trasfusioni al minuto, dall’altro persiste un deficit strutturale nel settore degli emoderivati che fatica a rispondere alle emergenze più critiche.

I dati del Centro Nazionale Sangue sono un monito per tutti noi. Se per il sangue l’autosufficienza è un traguardo consolidato, per il plasma dipendiamo dall’estero per il 30% una quota che sale drasticamente al 41% per le immunoglobuline. Sono numeri che incidono direttamente sulla vita dei pazienti dalla gestione quotidiana dei soggetti talassemici agli interventi chirurgici più complessi. Il sangue, linfa vitale insostituibile, non si fabbrica in laboratorio. Dipende esclusivamente dalla generosità dei donatori.

Come cittadino e nel mio ruolo di Presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della NATO, osservo quotidianamente la crudeltà degli attuali scenari bellici. I conflitti ci dimostrano che, di fronte al bisogno estremo, il sangue non ha nazionalità, non ha fede e non ha divisa. Proprio per questo ho promosso il convegno “Una goccia per la Vita: la carenza di sangue ed emoderivati in Italia. Il ruolo delle Forze Armate a servizio del Sistema Sangue del Paese”. Disponiamo di un bacino potenziale di oltre 270.000 unità tra le Forze Armate. I nostri uomini e donne in divisa rappresentano già un presidio di stabilità per il Paese. Oggi vogliamo che diventino il baluardo strategico del Sistema Sangue nazionale.

Attingere a un capitale umano giovane, sano e motivato potrebbe colmare il vuoto generazionale dei donatori civili. Il militare che dona non compie solo un atto medico, nobilita la propria missione con un ulteriore servizio alla Patria. È un soldato che difende la vita due volte sia con la fermezza dell’impegno operativo sia con la generosità della donazione.

Durante i lavori abbiamo presentato ufficialmente la Proposta di Legge per il riconoscimento della figura del “Donatore di sangue Volontario Militare”. Un’iniziativa che si innesta sulla Legge 219/2005 e sul Codice dell’ordinamento militare facendo però un passo avanti nel trasformare il dono in un valore giuridicamente riconosciuto.  

I punti cardine della PDL:  

  • Utilità sociale: le Forze Armate partecipano attivamente alla salute pubblica e alla coesione nazionale.
  • Autosufficienza nazionale: una mappatura efficace dei gruppi sanguigni rari fondamentale per la gestione delle emergenze e urgenze.
  • Merito formale: l’istituzione di un’onorificenza ufficiale (medaglia, nastrino e diploma) concessa con Decreto del Presidente della Repubblica.
  • Effetti giuridici: il riconoscimento entrerà nello stato di servizio del militare attraverso la trascrizione a matricola.
  • Impatto strategico: l’obiettivo è coinvolgere le 162.000 unità attuali puntando alle 275.000 previste dai piani di reclutamento oltre ai 112.000 Carabinieri.
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La Senatrice Paola Binetti ha toccato le corde più profonde del convegno definendo la donazione come l’atto diplomatico più alto. Il sangue non conosce confini, ideologie o bandiere. È l’energia vitale che ricuce il tessuto sociale e riafferma il valore universale della fratellanza. Un ponte che soccorre il bisognoso oltre ogni fazione.  

Il messaggio di supporto inviato dal Ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato il valore di questa iniziativa auspicando tempi brevi per l’attuazione della legge. Un auspicio condiviso dai rappresentanti dei Capi di Stato Maggiore pronti a integrare questa cultura del dono nei ranghi operativi per garantire continuità assistenziale e risposta alle emergenze.  

I lavori, moderati dal giornalista Francesco Pionati, ha visto contributi tecnici di alto profilo:  

  • Il Ten. Gen. Francesco Tontoli (Presidente A.N.S.M.I.) e il Ten. Gen. Carlo Catalano (Ispettore Generale Sanità Militare) hanno ribadito la prontezza della capacità operativa militare assicurando la massima sinergia.
  • La Prof.ssa Luciana Teofili (Direttrice Centro Nazionale Sangue) e il Dr. Vincenzo De Angelis (Presidente E.S.T.M.) hanno inquadrato la sfida scientifica e logistica.
  • Il Dr. Francesco Fiorin (SIMTI) e la Prof.ssa Raffaella Origa (SITE) hanno ricordato l’impatto vitale sui pazienti talassemici.
  • Il Dr. Domenico Cioffi (ANSMI) ha evidenziato l’importanza nella gestione dei grandi rischi e emergenze.
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Con l’entusiasmo dichiarato dalle associazioni di settore presenti AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES vogliamo siglare un patto che onori chi serve lo Stato e, contemporaneamente, difende la vita trasformando ogni goccia in una speranza concreta per i nostri malati.  

Il confronto si è chiuso con l’impegno di intensificare la cooperazione tra istituzioni civili e militari, potenziare su tutto il territorio nazionale la cultura della donazione trasformando un gesto individuale in una leva strategica per la salute del Paese.