Le Camere di Commercio all’estero sono una leva geopolitica per l’Italia
Aprile 2, 2026La Sala della Regina della Camera dei Deputati ha ospitato un tavolo istituzionale in cui il sistema produttivo italiano ha parlato direttamente con le sue rappresentanze politiche senza intermediari e senza retorica.
Su invito dell’On. Nicola Carè, promotore dell’iniziativa, ho preso parte al convegno ”A fianco delle imprese italiane nel mondo: il confronto tra Parlamento e Camere di Commercio Italiane in Europa”.
Un confronto su come il Parlamento può – e deve – farsi parte attiva nel sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane come leva strategica per il Paese.
I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali della Vicepresidente della Camera Anna Ascani e del Vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio. Sono poi intervenuti il deputato Nicola Carè, Mario Pozza in qualità di Presidente di Assocamere Estero e i delegati delle circa trentacinque Camere di Commercio Italiane in Europa. Una platea che rappresenta una delle reti istituzionali più capillari e meno valorizzate che l’Italia possiede oltre confine.
Sono intervenuto in veste di Presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della NATO. Una responsabilità che, per sua natura, guarda alla proiezione internazionale del Paese in tutte le sue dimensioni, compresa quella economica.
Sicurezza e sviluppo non sono ambiti separati. La capacità di un’economia nazionale di presidiare i mercati globali è parte integrante della sua forza geopolitica. Le Camere di Commercio all’estero operano esattamente in questo spazio: facilitano relazioni economiche, accompagnano le imprese nell’accesso a mercati complessi, costruiscono ponti stabili tra le comunità italiane e le istituzioni dei Paesi ospitanti.
Ignorare questo patrimonio sarebbe un errore politico prima ancora che economico.
Nel mio intervento ho indicato le direttrici su cui occorre lavorare.
Il Parlamento deve assumere un ruolo di interlocutore diretto del sistema produttivo internazionale. Non può più limitarsi a recepire istanze, deve scendere nel merito, costruire relazioni strutturate con chi opera fuori dai confini nazionali, accompagnare le imprese con strumenti legislativi adeguati ai tempi.
Il Made in Italy va trattato come un asset strategico europeo non come una suggestione identitaria. Significa negoziarlo nelle sedi comunitarie, difenderlo dagli abusi, promuoverlo con investimenti pubblici proporzionati al suo valore reale.
Le Camere di Commercio italiane all’estero devono essere potenziate strutturalmente. Oggi fanno molto con poco. Con risorse adeguate e un riconoscimento istituzionale più solido potrebbero agire da moltiplicatore dell’intera politica di internazionalizzazione del Paese.
Sono convinto che la politica estera di un Paese si misuri anche – e sempre di più – sulla capacità di tutelare e promuovere il proprio sistema produttivo nel mondo.
Con questo appuntamento il Parlamento ha dimostrato di volersi assumere quella responsabilità.
Ringrazio l’On. Carè per aver costruito uno spazio di relazione tra istituzioni e realtà produttive con implicazioni operative dirette.
INTERVENTO ON. LORENZO CESA
CONFERENZA STAMPA INTEGRALE
FOTOGALLERY





