Alla Camera le Cure palliative e il rilancio di un diritto ancora incompiuto
Aprile 18, 2026Duecento persone nella Sala della Regina di Montecitorio. Una platea di ospiti, parlamentari e giornalisti che ha riempito uno degli spazi più simbolici della Camera dei Deputati.
Ho presentato insieme alla Senatrice Paola Binetti il volume ”L’approccio della Medicina palliativa. Oltre i confini della guarigione” curato dalla stessa Binetti e dalla Prof.ssa Maria Grazia De Marinis.
I lavori sono stati condotti con rigore e partecipazione dal giornalista di Avvenire Francesco Ognibene, voce autorevole del giornalismo cattolico italiano, capace di tenere vivo il filo del dibattito tra contributi tecnici, riflessioni etiche e testimonianze umane.
Ho voluto promuovere questa iniziativa perché su certi temi la politica ha il dovere di non tacere. Le cure palliative restano una delle questioni più urgenti e ancora irrisolte della sanità pubblica italiana. Il diritto a ricevere un’assistenza dignitosa – a domicilio, in struttura, ovunque si scelga di vivere – è scritto nella legge da sedici anni. Ma nella realtà quotidiana di troppe famiglie, quel diritto è ancora una promessa mancata.
Gli autori: le cure palliative sono una medicina della vita
Medici, infermieri, ricercatori e bioeticisti hanno portato al convegno una testimonianza unanime: le cure palliative non servono a morire, come si continua a credere. Servono a vivere meglio anche quando la patologia è in fase avanzata.
L’approccio illustrato nel libro va oltre i confini della guarigione per riportare la persona – e non solo la malattia – dentro l’atto terapeutico. Non si tratta di occuparsi del paziente soltanto nell’ultima fase della vita, ma di prendersi cura della sua intera persona nel tempo della fragilità: nella dimensione clinica, affettiva e relazionale.
Con la famiglia inclusa come parte integrante del percorso assistenziale non come presenza marginale.
Una visione che rovescia un pregiudizio duro a morire. E che la medicina italiana non può più permettersi di ignorare.
Una rivoluzione incompiuta
Sedici anni fa il Parlamento approvava all’unanimità la Legge 38/2010 una norma che riconobbe il diritto universale alle cure palliative e alla terapia del dolore.
Ringrazio in modo particolare la Senatrice Binetti, che ne fu relatrice, per il lavoro svolto allora e per la determinazione con cui continua a battersi oggi.
Eppure i bisogni sono cresciuti e gli investimenti non hanno tenuto il passo. Il risultato è una frattura territoriale profonda: in alcune regioni si è costruito molto, altrove quasi nulla. Da Roma in giù gli hospice pubblici sono ancora pochissimi. La Legge 38 garantisce oggi un accesso effettivo a un italiano su tre. Spesso troppo tardi.
Come ha dichiarato Binetti «L’offerta in termini di hospice e assistenza domiciliare è ancora ampiamente insufficiente. Accompagnare la vita fino all’ultimo momento è un diritto oltre che un dovere. Non possiamo dimenticare che il 25% della popolazione supera i 65 anni».
La proposta di legge n. 2344
Durante il mio intervento ho informato la sala che la proposta n. 2344, depositata in Parlamento a mia prima firma, è stata assegnata alla Commissione Affari Sociali.
La Pdl non vuole riscrivere un principio già condiviso. Vuole renderlo finalmente esigibile: trasformare un diritto riconosciuto in un diritto concretamente garantito a ogni cittadino, ovunque risieda.
Questa proposta di legge non è solo tecnica. È una scelta politica e morale. Una scelta di responsabilità verso le persone più fragili.
Prendersi cura della vita significa proteggerla anche quando è fragile. E la dignità non può attendere.
La proposta punta ad ampliare l’accesso su tutto il territorio nazionale, potenziare la formazione del personale sanitario, costruire reti assistenziali integrate tra ospedale e territorio, e riconoscere le RSA come parte attiva dei percorsi di cura.
Perché la dignità non può dipendere dal codice postale.
“Pallium” significa mantello protezione, accompagnamento, umanità. Le cure palliative sono quel mantello che lo Stato deve a ogni cittadino. La proposta n. 2344 non parla di fine vita. Parla di qualità della vita fino alla fine.
Le risorse stanziate nella Manovra
La Legge di Bilancio 2026 ha segnato un passaggio concreto. Per la prima volta dopo anni, sono stati stanziati 20 milioni di euro aggiuntivi annui per cure palliative e terapia del dolore. Risorse destinate al potenziamento strutturale delle reti assistenziali e alla riduzione dei divari tra le regioni.
L’Unione di Centro ha lavorato con determinazione per ottenere questo stanziamento. Ringrazio la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per questa scelta e tutti i parlamentari che hanno sottoscritto la proposta di legge.
I relatori
Al convegno sono intervenuti il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il Sen. Maurizio Gasparri, S.E. l’Arcivescovo Renzo Pegoraro Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, il Presidente della Società Italiana Cure Palliative Gian Paolo Fortini, il Prof. Bruno Vincenzi Preside della Facoltà di Medicina dell’Università Campus Bio Medico di Roma, la Prof.ssa Chiara Mastroianni della Link Campus University e gli autori del libro.
Iniziative come questa contano. Ogni voce autorevole che raggiunge l’opinione pubblica aiuta a costruire una consapevolezza che ancora manca.
Sapere cosa sono davvero le cure palliative è il primo passo per rivendicarle come diritto.
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