In Sicilia il Centro è garanzia di stabilità e sviluppo
Ottobre 10, 2026Ieri sera ad Alcamo, in mezzo alle persone, abbiamo ritrovato l’aria della buona politica. Al Centro Congressi “Marconi” nel convegno “Costruire il Centro che serve all’Italia: riforme, crescita e responsabilità” la sala piena con tanti cittadini e giornalisti, ha confermato un dato evidente: gli italiani sono stanchi della demagogia e cercano contenuti, serietà e visione istituzionale.
Non è stata la solita passerella elettorale, ma un cantiere di idee per costruire quella forza di governo moderata di cui il Paese ha bisogno.
Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, nel suo intervento di saluto, ha ricordato che “La Sicilia ha cambiato passo. Non è uno slogan, lo dimostrano i numeri del risanamento dei conti: dal disavanzo di 4 miliardi del 2022 si è passati a un avanzo di 5,2 miliardi nel 2025”.
La conferenza, presieduta con grande misura dall’On. Francesco Regina, Coordinatore provinciale di Trapani, ha visto contributi di altissimo profilo.
L’On. Decio Terrana, nostro Coordinatore regionale, ha aperto gli interventi sul tema della nuova classe dirigente del Centro moderato e sul rilancio dei territori.
Il lavoro che porta avanti in tutta la Sicilia va proprio in quella direzione con persone competenti e radicate, un partito che continua a farsi sentire strada per strada. A lui e a Francesco Regina, che hanno voluto questo appuntamento, va il mio ringraziamento.
Il magistrato Massimo Russo ha richiamato tutti al dovere della legalità e alla responsabilità della pubblica amministrazione, condizione di trasparenza e fondamento della democrazia.
L’On. Ettore Rosato, vicesegretario nazionale di Azione, ha indicato con pragmatismo il percorso per far crescere le imprese, valorizzando merito e innovazione.
Don Marco Malizia ci ha offerto una lettura illuminante del pensiero di don Luigi Sturzo ricordandoci che il popolarismo non è un nostalgico ricordo del passato, ma l’unico antidoto moderno all’inconsistenza dei populismi.
Nel mio intervento sono partito dall’Assemblea parlamentare della NATO dove presiedo la delegazione italiana. Lì le crisi europee e mondiali si vedono da vicino e si capisce che la sicurezza non è teoria. Ricade sulle bollette delle famiglie, sul prezzo delle materie prime e sulla tenuta del sistema produttivo.
Senza una politica estera seria e un Centro forte che garantisca l’equilibrio di governo, l’Italia rischia di contare sempre meno.
Il Centro non si proclama. Si costruisce. E si costruisce anche con i risultati. All’indomani del via libera definitivo della Camera alla riforma elettorale, vale quello che avevo dichiarato giovedì «Oggi gli italiani hanno riavuto una cosa semplice: poter indicare con il voto chi li rappresenta.
Dopo oltre trent’anni tornano le preferenze, una battaglia che l’UDC porta avanti da anni».
Non siamo qui per rivendicare posti o sigle. Siamo qui perché all’Italia occorre una forza responsabile, capace di mettere davanti a tutto il lavoro, la famiglia e la dignità dei territori ho ribadito a conclusione dei lavori.
Un sentito ringraziamento allo staff dell’Unione di Centro locale per l’organizzazione puntuale, ai cittadini che hanno riempito la sala, ai giornalisti e agli operatori dei media che hanno seguito il dibattito con tanta attenzione.
Il Centro che serve all’Italia è forte e riformatore, lontano dalle illusioni e dalle scorciatoie populiste.
Un pensiero, in queste ore, a Marsala e a chi è stato colpito dal maltempo.
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