Fine vita | Dignità per gli anziani e cure palliative, quel mantello che non può mancare
Agosto 6, 2026Il dibattito politico e mediatico sul Fine Vita propone un interrogativo morale e civile: come garantiamo la dignità umana nelle fasi più delicate e fragili dell’esistenza?
In un panorama legislativo frammentato e complesso, sia a livello italiano che europeo, c’è un’emergenza silenziosa che riguarda centinaia di migliaia di famiglie e che non trova il risalto che merita.
Sedici anni fa, con l’approvazione della Legge 38 del 15 marzo 2010, il Parlamento italiano compì un atto di grande civiltà riconoscendo il diritto universale alle cure palliative e alla terapia del dolore. Fu una conquista fondamentale, nata dalla determinazione di figure come la Senatrice Paola Binetti che, nell’iter parlamentare, pose al centro la persona, la famiglia e la dignità intoccabile della vita.
Oggi, tuttavia, quel diritto garantito dalla legge rimane troppo spesso inapplicato.
I dati aggiornati dipingono un quadro di marcata sperequazione territoriale:
- Disparità regionali: se in regioni come il Trentino la copertura delle cure palliative supera il 70%, in altre realtà come la Calabria o la Sardegna scende a percentuali drammaticamente irrisorie, rispettivamente al 6,4% e sotto il 5%.
- Bisogno assistenziale nelle strutture: secondo i dati del Palliative Care Day, su 5.601 pazienti e residenti esaminati in 207 reparti ospedalieri e 144 RSA, il 57% dei pazienti ricoverati e il 46,3% degli anziani ospitati nelle RSA necessitano di un approccio palliativo.
- L’impatto sulla popolazione anziana: i rilevamenti ISTAT evidenziano che nel 2024 gli anziani dai 65 anni in su, ospiti delle strutture residenziali, sono oltre 291 mila dei quali quasi 239 mila non autosufficienti. La componente femminile rappresenta il 73% del totale e ben il 78% dei non autosufficienti ha più di 80 anni.
Di fronte a questi numeri, la Proposta di legge n. 2344, da me depositata alla Camera dei Deputati con il prezioso contributo della Senatrice Paola Binetti, storica relatrice della Legge 38/2010, rappresenta una risposta dovuta e non più rinviabile per garantire il diritto al sollievo dal dolore in tutta Italia.
Attualmente assegnata alla Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, la norma punta a tradurre le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio in garanzie stabili per tutti i cittadini e rendere concretamente esigibili su tutto il territorio nazionale i diritti sanciti dalla Legge 38.
La Pdl 2344 interviene su cinque punti fondamentali:
- Accesso precoce ed equo: garantire una rapida presa in carico e uniforme su tutto il territorio nazionale, affinché la cura non dipenda dalla regione di residenza.
- Potenziamento della terapia del dolore: sviluppare percorsi diagnostici e terapeutici personalizzati per assicurare il sollievo dalla sofferenza fisica e psicologica.
- Formazione del personale sanitario: investire in corsi continui per medici, infermieri e operatori socio-sanitari (OSS), rendendo la competenza palliativa un patrimonio comune del sistema.
- Continuità Ospedale-Territorio: strutturare reti assistenziali integrate che evitino frammentazioni o ritardi nel passaggio tra i diversi livelli di cura.
- Pieno coinvolgimento delle RSA: fornire alle strutture residenziali competenze specialistiche, supporto clinico e strumenti idonei a proteggere la dignità dei soggetti più fragili.
Ringrazio la redazione di Panorama della Sanità, tra le principali riviste italiane di informazione e approfondimento dedicate alle politiche sanitarie, alla medicina e all’organizzazione del Servizio sanitario nazionale, per l’attenzione riservata alla nostra proposta di legge e per il costante lavoro di divulgazione su temi così importanti per la salute pubblica.
Diffondere la reale entità di questa situazione è essenziale per favorire una rapida approvazione del provvedimento.
Pallium significa mantello simbolo di protezione, calore e vicinanza umana. Le cure palliative non rappresentano una resa di fronte alla malattia, ma la massima espressione di rispetto e assistenza verso chi vive la fase più vulnerabile della propria vita.
Per l’Unione di Centro, fare politica sanitaria significa stare accanto alle persone e ai loro caregiver con azioni concrete, traducendo i valori della solidarietà, della responsabilità sociale e del rispetto della vita in diritti effettivi e tutelati per ogni cittadino.

