Spring Session 2026 | Un salto di qualità nella deterrenza e nella difesa collettiva per una NATO più forte

Spring Session 2026 | Un salto di qualità nella deterrenza e nella difesa collettiva per una NATO più forte

Giugno 1, 2026 Off Di LorenzoCesa

Sono rientrato da Vilnius dove dal 29 maggio al 1° giugno si è svolta la Sessione primaverile dell’Assemblea parlamentare della NATO. Oltre 230 parlamentari da Paesi NATO e partner riuniti in quattro giorni intensi, con la Delegazione italiana al completo, a confrontarci su temi che riguardano la sicurezza di milioni di cittadini alleati.

Quest’anno è stato un appuntamento diverso dagli altri. L’Europa attraversa una stagione di tensioni senza precedenti: il conflitto in Ucraina, la pressione sul fianco est, la necessità di risposte credibili e coordinate. Vilnius, capitale di un Paese che confina con la Bielorussia e porta impressa la memoria viva dell’occupazione sovietica, non poteva essere sede più eloquente. All’arrivo siamo stati accolti dall’Ambasciatore d’Italia presso la Repubblica di Lituania Emanuele de Maigret.

La bilaterale con i Paesi Bassi
A margine dei lavori abbiamo incontrato la Delegazione olandese. I Paesi Bassi, come l’Italia, sono tra i dodici membri fondatori della NATO dal 1949. Il colloquio ha spaziato dalle relazioni politiche ed economiche bilaterali alla cooperazione scientifica e culturale, dal sostegno alle comunità italiane residenti nel Paese ai rapporti con l’Unione Europea, dalla spesa per la difesa alle riforme su welfare e immigrazione.

La Sessione Plenaria
I lavori si sono aperti con l’intervento di Marcos Perestrello, Presidente dell’Assemblea parlamentare della NATO e con il discorso del Presidente lituano Gitanas Nausėda. Il Paese ospitante ha ribadito quanto la sicurezza del fianco nord-est sia priorità non rinviabile per l’intera Alleanza.
Il presidente della delegazione statunitense Michael R. Turner, figura di riferimento nelle politiche strategiche transatlantiche, ha espresso pieno sostegno alla NATO.

Le Commissioni al lavoro
Nella riunione dei capi delegazione dei 32 Paesi, cinque commissioni hanno operato in parallelo su dossier che coprono l’intera gamma delle sfide poste all’Alleanza.

  • La Commissione Democrazia e Sicurezza ha esaminato la resilienza alleata attraverso un approccio che coinvolge l’intera società, la protezione delle infrastrutture sottomarine – questione diventata urgente dopo i sabotaggi ai gasdotti del Baltico – e le strategie per contrastare il terrorismo internazionale in costante evoluzione.
  • La Commissione Difesa e Sicurezza ha concentrato l’attenzione sul fianco settentrionale, sull’accelerazione dell’innovazione nel comparto e sul ruolo che i parlamenti alleati sono chiamati a esercitare. Sul tavolo reclutamento, fidelizzazione del personale e disponibilità al combattimento come variabili decisive per la tenuta delle forze armate nel lungo periodo. I fondali marini e lo spazio riconosciuti come domini sempre più contesi.
  • La Commissione Economia e Sicurezza ha affrontato le conseguenze economiche dell’aumento delle spese per la difesa, il ruolo delle materie prime critiche nelle catene produttive e la sicurezza energetica transatlantica. Per l’Italia, storicamente dipendente da forniture esterne, si tratta di questioni con una ricaduta diretta sui nostri interessi nazionali.
  • La Commissione Politica ha discusso l’apporto degli Alleati europei alla difesa collettiva e la ripartizione più equa degli oneri. Sul tavolo il ruolo dell’India come partner e la sicurezza nel Grande Nord, fronte destinato a crescere di peso con lo scioglimento dei ghiacci artici e il consolidarsi della presenza russo-cinese nell’estremo nord.
  • La Commissione Scienza e Tecnologia ha esaminato la tutela della ricerca e dell’innovazione, le modalità per mobilitare capitali privati verso l’industria della difesa e l’integrazione delle armi ad energia diretta nelle forze NATO.
  • Nel Consiglio Interparlamentare Ucraina-NATO si è discusso degli approvvigionamenti per la difesa di Kyiv in tempo di guerra e delle lezioni che l’Alleanza può trarne per il futuro prossimo.

La Dichiarazione adottata
L’atto istituzionale più rilevante della Sessione è stata l’adozione della Dichiarazione formale ”Supporting a Quantum Leap in Deterrence and Defence: A Parliamentary Agenda for a Stronger NATO”. Il documento condanna con fermezza le incursioni di droni russi nello spazio aereo lituano e romeno, un atto deliberato di destabilizzazione che ha reso ancora più nitido il contesto in cui si svolgevano i lavori a Vilnius. Il futuro dell’Ucraina è nella NATO e che il sostegno a Kyiv militare, economico e politico deve restare sostenuto e prevedibile nel tempo.
La Dichiarazione delinea un mandato parlamentare preciso: mobilitare le assemblee legislative alleate affinché la NATO disponga delle risorse e del consenso politico necessari per dissuadere qualsiasi minaccia, da qualsiasi direzione.

La visita a Pabrade e il Workshop
La visita alla 45ª brigata blindata “Litauen” della Bundeswehr, dispiegata a Pabrade nel quadro del Gruppo tattico multinazionale in Lituania, ci ha mostrato cosa significhi deterrenza concretamente: non solo nei documenti, ma in personale, mezzi e addestramento quotidiano. Abbiamo partecipato anche al Workshop NATO e NATO PA sugli appalti innovativi e sull’adozione accelerata di nuove tecnologie, settore in cui il divario tra produzione e acquisizione va colmato con urgenza.

Il riconoscimento alla Delegazione
Merita una menzione l’elezione del Senatore Alberto Losacco, componente della nostra Delegazione, a Vicepresidente dell’Assemblea parlamentare NATO. Un risultato che onora l’intera rappresentanza italiana e a cui vanno le mie più sincere congratulazioni.

Il contributo dell’Italia
L’Italia ha confermato il proprio impegno sottolineando il nesso imprescindibile tra investimenti per la difesa e sviluppo delle capacità industriali nazionali. Nei settori aerospaziale, navale, elettronico e della cyberdifesa le imprese italiane devono conquistare una posizione competitiva nelle nuove filiere.

Abbiamo difeso posizioni e interessi con la convinzione di un’Alleanza capace di guardare insieme a est e a sud. L’esito è stato un salto di qualità nella deterrenza e nella difesa con un’agenda parlamentare per una NATO più forte.
A Vilnius l’Italia ha fatto valere il suo contributo per la pace e la sicurezza del nostro Paese e del nostro continente.

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